Il Risveglio di Ikarion-6

Il Comandante Orin fissava il pianeta sospeso nel vuoto cosmico, un’enorme sfera di cristallo che rifletteva la luce delle stelle. Era la prima volta che l’umanità si avvicinava a Ikarion-6, un mondo alieno avvolto dal mistero.

Il capitano accese il comunicatore. “Squadra di sbarco, rapporto.”

“Abbiamo toccato il suolo, signore. Nessuna forma di vita visibile, ma l’aria è respirabile e il terreno… sembra pulsare.”

Orin sentì un brivido percorrergli la schiena. Scansioni preliminari avevano rivelato una composizione minerale sconosciuta, ma nulla preparava l’equipaggio alla realtà: il terreno vibrava come se fosse vivo.

Uno degli esploratori, il tenente Valen, piantò un segnalatore nel suolo. L’istante successivo, una scarica luminosa esplose dal sottosuolo e avvolse la squadra. Ikarion-6 non era un pianeta inanimato: era una coscienza, un essere vivente antico e insondabile.

“Signore! Stiamo ricevendo un segnale… non è radio, non è luminoso… è un’onda cerebrale!”

Orin trattenne il fiato. Un’intelligenza aliena stava tentando di comunicare. Chiuse gli occhi e sentì parole formarsi nella sua mente.

“Voi… invasori o viandanti?”

La scelta era nelle mani dell’umanità.